La Riforma

  • La sconfitta contro gli americani provoca delle divisioni politiche che, con a capo un’avvocato, Benito Pablo Juàrez Garcìa ,  invocavano nuove riforme in grado di ammodernare il paese.
  • Entrato in politica, Juàrez viene eletto  deputato del Partito Liberale e, dal 1848 al 1852, diventa governatore dello  Stato di Oaxaca, durante questo governato si intraprendono molte riforme  scolastiche.
  • Il regime dittatoriale di Santa Anna, lo costringe all’esilio. Due anni dopo (1855)  Juàrez ritorna sulla  scena politica, e diventa Ministro della Giustizia del nuovo governo liberale guidato da Ignazio Comonfort.
  • Nel 1857 venne redatta una costituzione democratica, che separava lo stato dal potere militare e dalla  chiesa, venne stabilita l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo stato. 
  • Dopo il colpo di stato dei conservatori del generale Zuloaga nel gennaio 1858, organizza il governo provvisorio a  Veracruz e capeggia la guerra civile (”Guerra dei Tre anni”, 1858-1861) che  si conclude con la sconfitta delle forze reazionarie guidate da Miramòn e da Mejìa, tornato a Città  del Messico  viene eletto Presidente: per  la prima volta dopo secoli un indio guida il suo popolo.
  • Nel dicembre dello stesso anno, in seguito alla decisione del governo liberale di sospendere per un biennio il pagamento degli interessi del debito estero allo scopo di far fronte al gravissimo deficit finanziario, ci fu l’intervento militare da parte della Gran Bretagna, Spagna e  Francia a sostegno dei conservatori. Napoleone III ebbe il pretesto per invadere il Messico, costituendo l'Impero del Messico, ed imporre sul trono l’arciduca Massimiliano d’Asburgo.
  • I conservatori volevano che  Massimiliano annullasse le riforme liberali del governo di Benito Juàrez, ma egli preferì seguire una linea di governo moderata che gli inimicò molti suoi  sostenitori conservatori, anche i liberali gli si opposero con forza poichè il suo impero era stato creato dagli invasori francesi. Quando Napoleone III ritirò  l’esercito francese nel 1867, Massimiliano (che ingenuamente era rimasto per fronteggiare i rivoluzionari e difendere la corona) fu catturato vicino a Querètaro e  fucilato dalle truppe  repubblicane il 19 giugno 1867. Benito Juàrez viene eletto nuovamente  presidente e si adopera per riformare le istituzioni e consolidare la struttura dello stato. Muore, a seguito di un  infarto, suo tavolo di lavoro nel 1872. Juàrez è considerato il fondatore del  Messico moderno e un eroe nazionale per le battaglie a favore di un governo democratico e per la strenua resistenza opposta ai francesi invasori. Il 21 marzo, giorno del suo compleanno, in Messico è festa nazionale.
  • Dopo la morte di Juàrez i leader liberali si  accordarono per la sua successione, venne sostituito da Sebastiàn  Lerdo de Tejada , il quale rimase in carica fino a che, nel 1877, Porfirio Dìaz, a capo di una nuova insurrezione, lo depose.
  • Dìaz governò con metodo dittatoriale. Sotto il suo governo,  e con i massicci investimenti da parte di americani e inglesi, il Messico fece  passi da gigante a livello commerciale ed economico, rilanciando il sistema produttivo nazionale favorendo la  distribuzione di terre alle comunità  agricole indiane, promosse lo sfruttamento delle risorse del paese con la fondazione del Banco Nacional, costituzione di una moderna rete ferroviaria e di attrezzature portuali, sfruttamento dei primi pozzi  petroliferi. Riordinò l'amministrazione dello Stato. Cercò di sradicare il banditismo facendo  ricorso ad uno speciale corpo di polizia statale ( rurales), ma ignorò completamente tutto ciò che era inerente ai problemi sociali. e cercò di reprimere il nascente movimento dei lavoratori.
  • Crebbe un forte  malcontento delle classi popolari, che venivano escluse da qualsiasi beneficio  della crescita economica, che era ad esclusivo vantaggio delle classi di èlite,  in particolare i proprietari terrieri, ai quali venne permesso di espropriare le  terre appartenenti per tradizione alle comunità  degli indios, ignorando  totalmente la condizione di vita del popolo. Appoggiò fortemente i capitalisti stranieri e il clero, abolendo  la legislazione anticlericale della precedente riforma. 
  • Nelle elezioni del 1910 Dìaz consentì la candidatura di un rappresentante dell'opposizione  liberale. Francisco Indalecio Madero, un giovane proprietario  terriero , si candidò alla  presidenza contro Dìaz nel 1910, ma perse le elezioni per una chiara frode elettorale, tuttavia divenne il fulcro del movimento rivoluzionario,  appoggiato sia dei contadini che della borghesia progressista, Madero ed altri  uomini del partito liberale fuggirono nel Texas e redassero quello che è  conosciuto come il Piano di San Luis.

Questo documento, che prende il  nome dalla città  di San Luis di Potosì, dichiarava che le elezioni erano  nulle e invitava la popolazione a prendere le armi contro il governo del  dittatore.

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