Alla morte di Pietro II, non essendovi alcun erede diretto al trono il concilio privato sceglie Anna Ivanovna, figlia di Ivan V, come imperatrice.
L'intento dei membri del
concilio, tutti appartenenti all'aristocrazia terriera (boiari), è quello di mettere sul trono una figura facilmente influenzabile che accetti di sottoscrivere decreti che limitino il potere imperiale.
Anna stravolge questi piani e sfruttando le simpatie che possiede presso i reggimenti della guardia imperiale e l'appoggio della piccola nobiltà si impone come un vero
autocrate.
Uno dei suoi primi provvedimenti consiste nel reintrodurre la polizia segreta che ella usa per intimidire e terrorizzare chi si oppone alla sua politica.
Diffidente verso i nobili russi li allontana dalle posizioni di potere e nel contempo offre queste a personalità originarie delle regioni baltiche della Germania.
Ernest Biren conquista particolare influenza a corte dirigendo spesso a proprio vantaggio la politica russa.
Anna stringe alleanza con con Carlo VI (imperatore del sacro romano impero dal 1711 al 1740) e coinvolge la
Russia nella guerra di successione polacca (1733-1735). In seguito Anna mette sul trono della Polonia Augusto III.
Nel 1736 attacca l'Impero Ottomano mentre Carlo VI raggiunge con questo una pace separata che costringe anche la Russia a
sospendere le ostilità e a restituire tutte le conquiste ad eccezione di Azov.